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                 A Peràta

 

La terra, nel passato, per la quasi totalità delle famiglie, costituiva l'unica fonte di sostentamento. Nel contesto di generale indigenza, i furti di prodotti agricoli, nonostante gli appostamenti notturni da parte dei proprietari degli orti e dei fondi, e l'impiego di cani da guardia appositamente incattiviti, si verificavano con frequenza quotidiana.

A difesa di tutto ciò  vi era  comunque la credenza popolare della perata , o almeno la paura che essa creava.

Tale maleficio era finalizzato a causare la morte dell'anonimo ladro malcapitato.

Per il suo compimento era sufficiente prelevare dal terreno la zolla su cui era rimasta impressa,  l'orma del piede umano che aveva commesso il furto.

Questa, una volta prelevata dal terreno, andava appesa alla catena,  del camino, perché il calore potesse lentamente essiccarla e gradatamente polverizzarla, causando una progressiva malattia del soggetto che l’aveva creata.

Se invece si voleva ottenere la morte rapida del soggetto da colpire, la zolla andava introdotta nel forno predisposto alla temperatura richiesta per la cottura del pane.

Il maleficio poteva anche essere interrotto, bastava sciogliere in acqua l'orma, restituendo la fanghiglia alla terra.